Battaglia M. Braga E. Cacciari F. Canella A. Cevolani A. Ghedini M. Guida F. Macchiaverna G. Martelli F. Marzocchi A. Pancaldi G. Rubbini M. Zavaroni M. 2008
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Recensione dello spettacolo "di beneficenza" del 6 marzo di E.B.

Mi impossesso di carta e penna perché ora tocca a me!
Ho deciso: l'ultima recensione la faccio io, la regista di questo gruppo!

Sabato 6 Marzo abbiamo riportato in scena il nostro spettacolo al teatro di Altedo: montaggio e smontaggio tutto a tempo di record con alcuni imprevisti divertenti di percorso ma ci sta tutto!
Sulla rappresentazione non avevo dubbi, i ragazzi sono stati brillanti come al solito e hanno saputo dare il meglio di loro, nonostante il poco stimolo: del resto i Funesti sanno sempre cavarsela in ogni situazione, e credo che sia anche questa componente a renderli “troppo avanti”.....anche quando l'orologio a pendolo suona il rintocco in ritardo (del resto si sa...un pendolo antico gioca questi brutti scherzi), anche quando non c'è il telefono per telefonare e anche quando in sala c'è poca gente. Un'organizzazione pessima ha fatto si che ci fossero 30 persone ad assistere allo spettacolo (e per fortuna che doveva avere uno scopo benefico) ma è lo stesso; la gente in sala ha potuto assistere alla rappresentazione praticamente indisturbata. Peccato per gli altri che non lo sapevano....si sono persi un bel po' di risate!
L'allestimento del palco era sempre lo stesso: tappezzerie di alto pregio, la solita libreria (forse in noce?) con una notevole selezione narrativa nonostante i problemi dovuti alla ristampa di tomi, il celebre “Urlo” di Munch....insomma...una casa di un certo livello ha fatto da sfondo a tutta la storia che, per gli affezionati è gia stra conosciuta ma pur sempre divertentissima.
La trama oramai la conoscete; se visitate assiduamente il nostro sito potete vedere anche le foto e infatti non mi dilungherò su questi dettagli ma invece vorrei farlo su chi c'è dietro a tutto questo partendo dai ragazzi che da settembre 2009 ad oggi non hanno fatto altro che studiare e cercare di caratterizzare il proprio personaggio per renderlo più particolare al massimo, fino ad arrivare a chi sta dietro le quinte sempre disponibile ad ogni evenienza.

Comincio a fare l'elenco (casuale e non per importanza) dei miei GRAZIE:
GRAZIE ad Andrea (Sig. Angelo Tornati....to-ti-to-ti-ti-ti: Tor-na-ti) per il tocco di ubriachezza e simpatia dato al proprio personaggio (ma sarà cosi anche nella realtà!?).....solo una cosa: continua a studiare perché abbiamo visto che come ladro rimani sempre invischiato in troppi inghippi....poi soprattutto se ti becchi una moglie come Maria, e allora...
GRAZIE ad Alessia (la gelosissima moglie del ladro) che nonostante tutti gli impegni è riuscita a ritagliare tempo pure per le prove! Credo che alla fine lo spettacolo le abbia fatto bene.....soprattutto nel look!
GRAZIE a Matteo (il padrone di casa) per la precisione e la perfezione che ricerca in ogni dettaglio. Se il capello non è impomatato al punto giusto, non si va in scena!
GRAZIE a Francesca (moglie del padrone di casa) che con le sue smorfie strane ogni volta ci ha regalato costantemente attacchi di “ridarola”. Ora che per un po' non ci sono prove, puoi riprendere la tua attività di shopping sfrenato!
GRAZIE a Guido (amante della padrona di casa) che causa le sue poche battute finali, riusciva sempre ad arrivare tardi o a dimenticarsi proprio dell'esistenza di un giorno dedicato alle prove, scatenando cosi la mia ira (funesta....ovviamente).
GRAZIE ad Alessia (amante del padrone di casa) che con i suoi acuti ogni volta batteva il record dei decibel raggiunti: continua così...la barriera del suono è vicina!
GRAZIE a Francesca ,“quella delle scenografie”, per le sere passate a dipingere nel salone parrocchiale.....non vi dico la sua faccia quando a fine opera ci siamo chieste “ma non è che poi si scrosta essendo pittura da muro!?”......tac.....via un pezzettino arancione proprio in quel momento! Alla fine tutto ha retto nel migliore dei modi, l'unica cosa: il suo compenso verrà dimezzato per quel 4 al contrario!
GRAZIE a Giulia, “quella del volantino”, che ha sempre belle idee per la locandina e i volantini degli spettacoli. Assieme a Francesca si è occupata del trucco degli attori riuscendo anche a trasformare Guido in un panda!
GRAZIE a Mattia, “quello del web e delle foto”, pronto ad immortalare i momenti clou dello spettacolo. Preciso ed affidabile in ogni cosa, gli vengono commissionati anche gli extra come la costruzione dei telai e della pendola (mobilitando la famiglia intera) e la progettazione della maglia ufficiale del gruppo...ovviamente il suo compenso rimane lo stesso.
GRAZIE a Massimo, “quello del suono”, che ogni tanto impazzisce con i file audio ma che grazie alla riverenza nel miei confronti (mi chiama “capo”), ha il posto assicurato!
GRAZIE a Simone, “quello del furgone”, che ci aiuta a trasportare tutto il necessario dalla nostra base ai vari teatri rischiando di perdere pezzi di divano in faccia alla municipale.

Tutti gli altri GRAZIE vanno a Don Francesco per sostenerci, alla Famiglia Marani per le fonti inesauribili di arredamenti, a Monica per la ricerca degli oggetti, a Igor per le stampe e le recensioni delle prime, a tutti quelli che si sono guadagnati la maglia e chi se la guadagnerà, perché sono sempre pronti a dare una mano.
GRAZIE ai genitori di tutti per seguirci in ogni rappresentazione, ai nostri preziosissimi sponsor che ci danno la possibilità di realizzare al meglio i nostri progetti, a chi ci ha ospitato e chi ci ospiterà dandoci l'opportunità di farci conoscere.
GRAZIE al pubblico che ci ha applaudito, perché è quello il nostro reale compenso di tutto quello che facciamo.
GRAZIE a chi vorrà entrare a far parte del gruppo, per portare nuove idee e nuovi stimoli.

A questo non mi rimane che darvi appuntamento ad Ottobre per il nostro prossimo spettacolo sul quale però non posso darvi nessuna indiscrezione: non ho la più pallida idea di cosa sarà.
Adesso ci aspetta solo un periodo di meritato riposo.


Articolo pubblicato sul Bollettino Parrocchiale di Funo


Recensione della " Replica del 17 ottobre " di M.Z.

Per iniziare è tassativo menzionare l'impeccabile organizzazione, che con la divisa ufficiale dei "Funesti", accoglie tutti gli spettatori e li accompagna al posto assegnato....

Entrando in sala, l'attenzione cade su una presenza alquanto strana x un opera teatrale... ma osservando meglio, un filo logico esiste, eccome !!!
La presenza strana è una moto ( e che moto !!! ), che riporta il logo dei "Funesti" sul cupolino!!! forse i più attenti avranno letto un articolo su questa pagina web...

In attesa dell'apertura del sipario, vengono proposti alcuni brani musicali; ma dietro le quinte si sente il vociferare degli attori, che cercano la giusta concentrazione x affrontare lo spettacolo.

Alle 21.10, si spengono le luci in sala, e il sipario si apre, mostrando una scena in stile Casa Vianello, ( se questo è l'inizio ne vedremo delle belle.. )
alle loro spalle sta origliando il ladruncolo Angelo Tornati, che di li a poco entrerà in scena. Il Sig. Tornati, un vero esperto del settore, entra in questa casa borghese, e mentre svolge il suo "lavoro", riceve la telefonata della moglie gelosa, che controlla i suoi spostamenti ( la conversazione fra i due è esilarante, lo testimonia il fatto che il pubblico non smette un attimo di ridere ); ma con il rientro anticipato del padrone di casa, con una donna ( si scoprirà in seguito essere la sua amante), il povero ladro si vede coinvolto in una situazione, che con continui colpi di scena, arriverà ad un intreccio sempre più fitto; fino all'incontro nella casa della moglie del ladro e dei rispettivi amanti della coppia borghese ( che scopriremo essere, a sua volta, sposati ). A questo punto si sono create situazioni talmente paradossali, che nessuno vorrà spiegare, e come se niente fosse si ristabiliranno tutti gli equilibri matrimoniali e il ladro si rivelerà l'unica persona "onesta".
Al riaprirsi del sipario, si riprone la medesima scena proposta all'inizio.... ma anche in questo caso un colpo di scena farà sorridere nuovamente il pubblico.

Questa commedia, basata sugli equivoci, è stata interpretata egregiamente da tutti i ragazzi, e sicuramente il ruolo del ladro e della moglie hanno
giocato un ruolo fondamentale sulla buona riuscita dello spettacolo.

E per concludere un applauso alla scenografa.... sembra proprio di essere in una stanza di una casa borghese;
e non dimentichiamo "La Pendola", che con i suoi rintocchi ad orari inverosimili stordisce i suoi ospiti!!!


Recensione del " Nuovo Spettacolo " di I.M.

Buona la prima !!
Direi che per quanto visto domenica sera 11 ottobre 2009 presso il teatro tenda di Funo di Argelato l'affermazione "Buona la prima" è azzeccatissima, quasi a dire buonissima, ma meglio tenere i piedi per terra.

L'opera in cartellone (Non tutti i ladri vengono per nuocere, di Dario Fo) è uno degli spettacoli teatrali più rappresentati in Italia, facile è vederlo realizzato da laboratori teatrali di giovani (come nel nostro caso) alle prime armi. La ragione? Uno spettacolo divertente, dalla semplice scenografia, curata magnificamente sotto le abili mani di mastri falegnami (Zavaroni & C.) e dalle magistrali pennellate di Francesca Cacciari (gli si può concedere un qualche errore nella numerazione dei libri della libreria …), senza poi dimenticare arredi e accessori di scena.

Come "antipasto" e come digestivo ci viene offerta una scenetta sulla falsa riga di "Casa Vianello" e qui logicamente non vi dico niente,
venite poi a vederla sabato prossimo ad Argelato ;-)

Partendo da uno spunto "giallo", l'irruzione in una casa lasciata per le vacanze da una coppia benestante (l'impomatato Matteo Rubbini e la consorte Francesca Martelli di viola vestita) da parte di un ladro (Andrea Canella), "orrendamente" vestito con calzamaglia ascellare di una misura più grande, che ha sicuramente aumentato l'ilarità prodotta dal personaggio. La narrazione prende subito una piega comica, il telefono squilla e a chiamare è la moglie, un pochino isterica e logorroica del ladro (Alessia Marzocchi) vestita con accappatoio e mollettone, la classica donna di casa che aspetta con apprensione il ritorno del marito, ansiosa di sapere che tutto vada bene, e non solo, la curiosità è pur sempre donna …...
In rapida successione entrano in scena anche gli altri personaggi, dal marito adulterino con la prorompente amante (Alessia Cevolani) alla coniuge del ladro, preoccupata per il non ritorno del marito malvivente. Alla fine con l'arrivo della moglie del padrone di casa e del suo amante (Guido Macchiaverna) che tra l'altro è il marito dell'amante del padrone di casa …. sono sei i personaggi a partecipare a quella che sempre più diventa una commedia giocata sull'equivoco. Ad essere presa in giro è la classe borghese: ognuno dei suoi rappresentanti ha qualcosa da nascondere e di cui vergognarsi mentre il "vero" malvivente vive sinceramente la propria vita intima. E' un gioco alla rovescia quello che viene messo in scena: gli imprevisti e i fraintendimenti si accumulano senza soluzione di continuità, non chiarendosi agli occhi dei personaggi, ma formando un gomitolo impossibile da sciogliere e per questo fatto direttamente rotolare via.


La compagnia "I Funesti" capitanata in regia e non solo (vedi scatolone del gobbo) da Elena Braga segue quasi diligentemente il testo, lasciando intravedere qua e la sguardi verso "il gobbo", ma più per emozione che per mancanza "d'arte" dei bravissimi interpreti, mantenendo intatto lo humour e fluida la narrazione, piacevolmente caratterizzando i personaggi con un'azzeccata pronuncia, tranne qualche esilarante accento bolognese che ha sicuramente "pesato" sull'ilarità dell'opera.

Ne risulta uno spettacolo piacevole, ma forse un po' esile per una serata a teatro se rappresentato da solo.

Sicuramente un altro piccolo passo verso il difficile ma gratificante mondo del teatro.


Recensione della " PRIMA Replica " di I.M.

Sabato 31 gennaio 2009 nel teatro comunale di Funo di Argelato (BO) è andata in atto la 1° replica della commedia "L'importanza di chiamarsi Ernesto" di O. Wilde proposta ed interpretata dal gruppo teatrale "I Funesti".

A dire il vero l'aspettativa di vedere un gruppo teatrale parrocchiale non dava "molte speranze" ma … peccato per chi non ha potuto assistere a questa replica !!
Il teatro gremito con i quasi 200 posti a sedere occupati e parecchia gente in piedi ha dato l'idea di come questo "neonato" giovane gruppo teatrale si sia dato da fare per promuovere il proprio spettacolo e i risultati si sono visti. Non per niente sono stati scelti per la produzione di 2 corti per il Giffoni Film Festival …

Dopo i ringraziamenti di rito una voce fuori campo (è quella sempre emozionata di Braga Elena, la regista e non solo ….) introduce le vicende ricche di equivoci e colpi di scena che da li a poco andremo a "vivere".

SIPARIO …

Il primo atto si apre in città dove ci vengono presentati Algernon Moncrieff (Andrea Canella) e Ernest Worthing (Guido Macchiaverna), due amici di vecchia data. Il primo abita in città ed il secondo in campagna, ma sovente si incontrano. Entrambi, infatti, vivono una "vita segreta": Algernon finge di avere un vecchio amico malato di nome Bunbury in campagna, mentre Ernest, il cui vero nome invece è Jack, finge di avere un fratello scapestrato dal nome Ernest, nome con cui appunto si presenta in città. Questo espediente permette loro di assentarsi dalle rispettive case e famiglie quando meglio credono. Jack ama Gwendolen Fairfax (Francesca Martelli), cugina di Algernon, e vorrebbe sposarla. La donna ricambia il sentimento, ma nasce un problema: Gwendolen sposerà solo un uomo chiamato Ernest perché quel nome, dice, le "procura delle vibrazioni", ha un suono che scalda il cuore a sentirlo. Jack, presentatosi a lei come Ernest quindi cerca di convincere la donna che altri nomi sono più attraenti di Ernest come ad esempio il suo vero nome ossia Jack ma, al sentire quest'affermazione, Gwendolen devia deridendo ciò che Ernest sostiene. Inoltre la madre di Gwendolen, Lady Bracknell (Alessia Cevaloni), dopo un colloquio con lo spasimante che assume i tratti di un interrogatorio poliziesco, diviene molto scioccata dal fatto che Jack sia orfano e pone un divieto al fidanzamento.

La storia si complica nel secondo atto in cui lo scenario si sposta in campagna quando, con un sotterfugio, Algernon si presenta alla casa di campagna di Jack, e si spaccia per Ernest, il fratello scapestrato di questi. Conosce e si innamora di Cecily Cardew (Monica Ghedini), la pupilla di Jack, la quale quindi è convinta di amare, anche lei, un uomo di nome Ernest. Gwendolen ancora invaghita e vogliosa di fidanzarsi con Ernest raggiunge anche lei la dimora di campagna di Jack scoprendo assieme a Cecily il fatto che nè Algernon nè Jack in realtà si chiamano Ernest dando vita a delle divertenti gag dei due uomini intenti a riconquistare il cuore delle donne amate che, ormai offese si ritirano nella villa indignate e deluse dalle menzogne degli uomini.

Il terzo atto prevede l'arrivo di Lady Bracknell alla dimora di campagna di Jack dove intima a Gwendolen di tornare a casa, nel frattempo trova il nipote Algy (Algernon) che le comunica la sua intenzione di sposare Cecily, in un primo momento nega l'autorizzazione ma scoperto da Jack che la sua pupilla possiede un ingente rendita muta la sua opinione sulle nozze. Jack tuttavia si oppone poiché Lady Bracknell si ostina a non voler concedere la mano di Gwendolen a Jack.
Dopo alcune battute si scopre che Jack in realtà è fratello di Algernon che grazie alla poca accortezza di Miss. Prism (Alessia Marzocchi) una educatrice che curava la famiglia Moncrieff, era stato abbandonato in una borsa in una stazione. Scoperta la parentela Lady Bracknell autorizza le nozze. Rimane ancora la diatriba sul nome: Jack, non essendo mai stato a conoscenza delle sue origini, ha un nome che non è il suo. Così, dato che Lady Bracknell dice essergli stato dato il nome del suo defunto padre (un generale dell'esercito) ma né lei né Algy ricordano quale fosse, Jack va a scartabellare sugli elenchi militari e scopre che il nome di suo padre, e quindi anche il suo, è effettivamente Ernest.

Tra il cast da non dimenticare il Reverendo Chasuble (Matteo Rubbini) e "i maggiordomi" interpretati da Francesco Guida.

Nessuno dei due uomini è veramente "earnest" (onesto), né "Ernest" (in inglese le due parole si pronunciano allo stesso modo).
Wilde con questo espediente mette in luce tutta quella cura dell'apparenza e della forma dell'alta società vittoriana.

La valutazione di "attori non professionisti" è senza dubbio difficile e dispensare degli ottimi a tutti sarebbe poco credibile e tanto più illusorio.

Sicuramente tutti hanno superato sufficientemente "l'esame", ma a mio modesto parere la "bisbetica zia" Lady Bracknell (Alessia Cevolani) e la "svampitella" Cecily (Monica Ghedini) hanno dato quel quid in più sia dal punto di vista dialettico che espressivo.
Buona anche l'interpretazione della "indecisa" Gwendalen (Francesca Martelli) e della sbadata Miss. Prism (Alessia Marzocchi).
Sicuramente un futuro da "cameriere" per Francesco Guida che ha interpretato da perfetto "maggiordomo inglese" i 2 ruoli a lui assegnati.
Carine anche un paio di battute con intercalare "bergamasco" e "bolognese" (logicamente casuali) dei due "scapestrati" Jack (Guido Macchiaverna) e Algernon (Andrea Canella). Il Reverendo nelle commedie inglesi raramente manca e anche qui, interpretato da Matteo Rubbini ha fatto il suo dovere.


Chi manca ??


Sicuramente la regista, che ha ben lavorato per la riuscita della rappresentazione e che a dire il vero come "gobbo" non ha avuto molto da fare, segno che i ragazzi hanno ben lavorato.

Come tutti gli spettacoli che si rispettano "dietro le quinte" ci sono altre persone che pur rimanendo nell'ombra danno il loro valido apporto, tra loro ricordiamo:

- Scenografie e trucco: Cacciari Francesca;
- Realizzazione locandina e trucco: Pancaldi Giulia;
- Luci e aiuto allestimento: Campisi Luca;
- Cercacose: Annalisa Gozza;
- Foto e sito internet: Zavaroni Mattia.


" La Prima " è andata.... di M.Z.

Alle ore 20:40 le prime file erano già occupate da amici e parenti, ansiosi di vedere questa rappresentazione, ma come da tradizione (ed è così per ogni spettacolo che si rispetti) il sipario si è aperto con 7 minuti di ritardo.


E lo spettacolo ha inizio.....


Una voce di sottofondo fà una introduzione alla rappresentazione, e ringrazia tutti quelli che hanno reso possibile l'evento. La prima cosa che balza all'occhio sono le scenografie, ben realizzate, e l'arredamento, in perfetto stile ottocentesco. La rapprsentazione è un susseguirsi fitto di battute, non senza qualche interpretazione ironica, che fà sorridere il pubblico presente, che nel mentre ha riempito il teatro. E in men che non si dica il sipario si chiude, per indicare la fine del primo dei tre atti previsti. Dietro le quinte, si sentono rumori, questo fà presagire un cambio della scenografia, ed infatti alla riapertura, la scena è ambientata all'aperto, in un giardino, fiorito e ben curato. Anche in questo secondo atto, il pubblico apprezza nuovamente l'intepretazione dei protagonisti, applaudendo le scene migliori. Ed infine, il terzo atto, con la stessa scenografia del secondo, molto intenso e ricco di colpi di scena (non posso raccontare di più per non rovinarvi la sorpresa). Il sipario si chiude, decretando la fine dello spettacolo. Il pubblico intrattenuto per un ora e mezza, ringrazia per la stupenda realizzazione a cui ha assistito, con un applauso, durato quasi due minuti. La solita voce di sottofondo presenta uno ad uno i protagonisti, che salgono sul palco per prendersi i meritatissimi applausi. E per finire, un mazzo di fiori viene consegnato alla regista, come segno di gratitudine da parte degli " attori " .

Non appena finita la rappresentazione, sono arrivate le prime richieste..... per replicare lo spettacolo !!!
CHE NON SIA L'INIZIO DI UNA TOURNEE ??