Recensione
dello spettacolo "di beneficenza" del 6 marzo
di E.B.
Mi impossesso di carta e penna perché
ora tocca a me!
Ho deciso: l'ultima recensione la faccio io, la regista di
questo gruppo!
Sabato 6 Marzo abbiamo riportato in scena
il nostro spettacolo al teatro di Altedo: montaggio e smontaggio
tutto a tempo di record con alcuni imprevisti divertenti di
percorso ma ci sta tutto!
Sulla rappresentazione non avevo dubbi, i ragazzi sono stati
brillanti come al solito e hanno saputo dare il meglio di
loro, nonostante il poco stimolo: del resto i Funesti sanno
sempre cavarsela in ogni situazione, e credo che sia anche
questa componente a renderli “troppo avanti”.....anche
quando l'orologio a pendolo suona il rintocco in ritardo (del
resto si sa...un pendolo antico gioca questi brutti scherzi),
anche quando non c'è il telefono per telefonare e anche
quando in sala c'è poca gente. Un'organizzazione pessima
ha fatto si che ci fossero 30 persone ad assistere allo spettacolo
(e per fortuna che doveva avere uno scopo benefico) ma è
lo stesso; la gente in sala ha potuto assistere alla rappresentazione
praticamente indisturbata. Peccato per gli altri che non lo
sapevano....si sono persi un bel po' di risate!
L'allestimento del palco era sempre lo stesso: tappezzerie
di alto pregio, la solita libreria (forse in noce?) con una
notevole selezione narrativa nonostante i problemi dovuti
alla ristampa di tomi, il celebre “Urlo” di Munch....insomma...una
casa di un certo livello ha fatto da sfondo a tutta la storia
che, per gli affezionati è gia stra conosciuta ma pur
sempre divertentissima.
La trama oramai la conoscete; se visitate assiduamente il
nostro sito potete vedere anche le foto e infatti non mi dilungherò
su questi dettagli ma invece vorrei farlo su chi c'è
dietro a tutto questo partendo dai ragazzi che da settembre
2009 ad oggi non hanno fatto altro che studiare e cercare
di caratterizzare il proprio personaggio per renderlo più
particolare al massimo, fino ad arrivare a chi sta dietro
le quinte sempre disponibile ad ogni evenienza.
Comincio a fare l'elenco (casuale e non per
importanza) dei miei GRAZIE:
GRAZIE ad Andrea (Sig. Angelo Tornati....to-ti-to-ti-ti-ti:
Tor-na-ti) per il tocco di ubriachezza e simpatia dato al
proprio personaggio (ma sarà cosi anche nella realtà!?).....solo
una cosa: continua a studiare perché abbiamo visto
che come ladro rimani sempre invischiato in troppi inghippi....poi
soprattutto se ti becchi una moglie come Maria, e allora...
GRAZIE ad Alessia (la gelosissima moglie del ladro) che nonostante
tutti gli impegni è riuscita a ritagliare tempo pure
per le prove! Credo che alla fine lo spettacolo le abbia fatto
bene.....soprattutto nel look!
GRAZIE a Matteo (il padrone di casa) per la precisione e la
perfezione che ricerca in ogni dettaglio. Se il capello non
è impomatato al punto giusto, non si va in scena!
GRAZIE a Francesca (moglie del padrone di casa) che con le
sue smorfie strane ogni volta ci ha regalato costantemente
attacchi di “ridarola”. Ora che per un po' non
ci sono prove, puoi riprendere la tua attività di shopping
sfrenato!
GRAZIE a Guido (amante della padrona di casa) che causa le
sue poche battute finali, riusciva sempre ad arrivare tardi
o a dimenticarsi proprio dell'esistenza di un giorno dedicato
alle prove, scatenando cosi la mia ira (funesta....ovviamente).
GRAZIE ad Alessia (amante del padrone di casa) che con i suoi
acuti ogni volta batteva il record dei decibel raggiunti:
continua così...la barriera del suono è vicina!
GRAZIE a Francesca ,“quella delle scenografie”,
per le sere passate a dipingere nel salone parrocchiale.....non
vi dico la sua faccia quando a fine opera ci siamo chieste
“ma non è che poi si scrosta essendo pittura
da muro!?”......tac.....via un pezzettino arancione
proprio in quel momento! Alla fine tutto ha retto nel migliore
dei modi, l'unica cosa: il suo compenso verrà dimezzato
per quel 4 al contrario!
GRAZIE a Giulia, “quella del volantino”, che ha
sempre belle idee per la locandina e i volantini degli spettacoli.
Assieme a Francesca si è occupata del trucco degli
attori riuscendo anche a trasformare Guido in un panda!
GRAZIE a Mattia, “quello del web e delle foto”,
pronto ad immortalare i momenti clou dello spettacolo. Preciso
ed affidabile in ogni cosa, gli vengono commissionati anche
gli extra come la costruzione dei telai e della pendola (mobilitando
la famiglia intera) e la progettazione della maglia ufficiale
del gruppo...ovviamente il suo compenso rimane lo stesso.
GRAZIE a Massimo, “quello del suono”, che ogni
tanto impazzisce con i file audio ma che grazie alla riverenza
nel miei confronti (mi chiama “capo”), ha il posto
assicurato!
GRAZIE a Simone, “quello del furgone”, che ci
aiuta a trasportare tutto il necessario dalla nostra base
ai vari teatri rischiando di perdere pezzi di divano in faccia
alla municipale.
Tutti gli altri GRAZIE vanno a Don Francesco
per sostenerci, alla Famiglia Marani per le fonti inesauribili
di arredamenti, a Monica per la ricerca degli oggetti, a Igor
per le stampe e le recensioni delle prime, a tutti quelli
che si sono guadagnati la maglia e chi se la guadagnerà,
perché sono sempre pronti a dare una mano.
GRAZIE ai genitori di tutti per seguirci in ogni rappresentazione,
ai nostri preziosissimi sponsor che ci danno la possibilità
di realizzare al meglio i nostri progetti, a chi ci ha ospitato
e chi ci ospiterà dandoci l'opportunità di farci
conoscere.
GRAZIE al pubblico che ci ha applaudito, perché è
quello il nostro reale compenso di tutto quello che facciamo.
GRAZIE a chi vorrà entrare a far parte del gruppo,
per portare nuove idee e nuovi stimoli.
A questo non mi rimane che darvi appuntamento
ad Ottobre per il nostro prossimo spettacolo sul quale però
non posso darvi nessuna indiscrezione: non ho la più
pallida idea di cosa sarà.
Adesso ci aspetta solo un periodo di meritato riposo.
Articolo pubblicato sul
Bollettino Parrocchiale di Funo
Recensione della " Replica del 17
ottobre " di M.Z.
Per iniziare è tassativo menzionare
l'impeccabile organizzazione, che con la divisa ufficiale
dei "Funesti", accoglie tutti gli spettatori e
li accompagna al posto assegnato....
Entrando in sala, l'attenzione cade su
una presenza alquanto strana x un opera teatrale... ma osservando
meglio, un filo logico esiste, eccome !!!
La presenza strana è una moto ( e che moto !!! ),
che riporta il logo dei "Funesti" sul cupolino!!!
forse i più attenti avranno letto un articolo su
questa pagina web...
In attesa dell'apertura del sipario, vengono
proposti alcuni brani musicali; ma dietro le quinte si sente
il vociferare degli attori, che cercano la giusta concentrazione
x affrontare lo spettacolo.
Alle 21.10, si spengono le luci in sala,
e il sipario si apre, mostrando una scena in stile Casa
Vianello, ( se questo è l'inizio ne vedremo delle
belle.. )
alle loro spalle sta origliando il ladruncolo Angelo Tornati,
che di li a poco entrerà in scena. Il Sig. Tornati,
un vero esperto del settore, entra in questa casa borghese,
e mentre svolge il suo "lavoro", riceve la telefonata
della moglie gelosa, che controlla i suoi spostamenti (
la conversazione fra i due è esilarante, lo testimonia
il fatto che il pubblico non smette un attimo di ridere
); ma con il rientro anticipato del padrone di casa, con
una donna ( si scoprirà in seguito essere la sua
amante), il povero ladro si vede coinvolto in una situazione,
che con continui colpi di scena, arriverà ad un intreccio
sempre più fitto; fino all'incontro nella casa della
moglie del ladro e dei rispettivi amanti della coppia borghese
( che scopriremo essere, a sua volta, sposati ). A questo
punto si sono create situazioni talmente paradossali, che
nessuno vorrà spiegare, e come se niente fosse si
ristabiliranno tutti gli equilibri matrimoniali e il ladro
si rivelerà l'unica persona "onesta".
Al riaprirsi del sipario, si riprone la medesima scena proposta
all'inizio.... ma anche in questo caso un colpo di scena
farà sorridere nuovamente il pubblico.
Questa commedia, basata sugli equivoci,
è stata interpretata egregiamente da tutti i ragazzi,
e sicuramente il ruolo del ladro e della moglie hanno
giocato un ruolo fondamentale sulla buona riuscita dello
spettacolo.
E per concludere un applauso alla scenografa....
sembra proprio di essere in una stanza di una casa borghese;
e non dimentichiamo "La Pendola", che con i suoi
rintocchi ad orari inverosimili stordisce i suoi ospiti!!!
Recensione del " Nuovo Spettacolo
" di I.M.
Buona la prima !!
Direi che per quanto visto domenica sera 11 ottobre 2009
presso il teatro tenda di Funo di Argelato l'affermazione
"Buona la prima" è azzeccatissima, quasi
a dire buonissima, ma meglio tenere i piedi per terra.
L'opera in cartellone (Non tutti i ladri
vengono per nuocere, di Dario Fo) è uno degli spettacoli
teatrali più rappresentati in Italia, facile è
vederlo realizzato da laboratori teatrali di giovani (come
nel nostro caso) alle prime armi. La ragione? Uno spettacolo
divertente, dalla semplice scenografia, curata magnificamente
sotto le abili mani di mastri falegnami (Zavaroni &
C.) e dalle magistrali pennellate di Francesca Cacciari
(gli si può concedere un qualche errore nella numerazione
dei libri della libreria …), senza poi dimenticare
arredi e accessori di scena.
Come "antipasto" e come digestivo
ci viene offerta una scenetta sulla falsa riga di "Casa
Vianello" e qui logicamente non vi dico niente,
venite poi a vederla sabato prossimo ad Argelato ;-)
Partendo da uno spunto "giallo",
l'irruzione in una casa lasciata per le vacanze da una coppia
benestante (l'impomatato Matteo Rubbini e la consorte Francesca
Martelli di viola vestita) da parte di un ladro (Andrea
Canella), "orrendamente" vestito con calzamaglia
ascellare di una misura più grande, che ha sicuramente
aumentato l'ilarità prodotta dal personaggio. La
narrazione prende subito una piega comica, il telefono squilla
e a chiamare è la moglie, un pochino isterica e logorroica
del ladro (Alessia Marzocchi) vestita con accappatoio e
mollettone, la classica donna di casa che aspetta con apprensione
il ritorno del marito, ansiosa di sapere che tutto vada
bene, e non solo, la curiosità è pur sempre
donna …...
In rapida successione entrano in scena anche gli altri personaggi,
dal marito adulterino con la prorompente amante (Alessia
Cevolani) alla coniuge del ladro, preoccupata per il non
ritorno del marito malvivente. Alla fine con l'arrivo della
moglie del padrone di casa e del suo amante (Guido Macchiaverna)
che tra l'altro è il marito dell'amante del padrone
di casa …. sono sei i personaggi a partecipare a quella
che sempre più diventa una commedia giocata sull'equivoco.
Ad essere presa in giro è la classe borghese: ognuno
dei suoi rappresentanti ha qualcosa da nascondere e di cui
vergognarsi mentre il "vero" malvivente vive sinceramente
la propria vita intima. E' un gioco alla rovescia quello
che viene messo in scena: gli imprevisti e i fraintendimenti
si accumulano senza soluzione di continuità, non
chiarendosi agli occhi dei personaggi, ma formando un gomitolo
impossibile da sciogliere e per questo fatto direttamente
rotolare via.
La compagnia "I Funesti" capitanata in regia e
non solo (vedi scatolone del gobbo) da Elena Braga segue
quasi diligentemente il testo, lasciando intravedere qua
e la sguardi verso "il gobbo", ma più per
emozione che per mancanza "d'arte" dei bravissimi
interpreti, mantenendo intatto lo humour e fluida la narrazione,
piacevolmente caratterizzando i personaggi con un'azzeccata
pronuncia, tranne qualche esilarante accento bolognese che
ha sicuramente "pesato" sull'ilarità dell'opera.
Ne risulta uno spettacolo piacevole, ma
forse un po' esile per una serata a teatro se rappresentato
da solo.
Sicuramente un altro piccolo passo verso
il difficile ma gratificante mondo del teatro.
Recensione della " PRIMA Replica "
di I.M.
Sabato 31 gennaio 2009 nel teatro comunale
di Funo di Argelato (BO) è andata in atto la 1°
replica della commedia "L'importanza di chiamarsi Ernesto"
di O. Wilde proposta ed interpretata dal gruppo teatrale
"I Funesti".
A dire il vero l'aspettativa di vedere
un gruppo teatrale parrocchiale non dava "molte speranze"
ma … peccato per chi non ha potuto assistere a questa
replica !!
Il teatro gremito con i quasi 200 posti a sedere occupati
e parecchia gente in piedi ha dato l'idea di come questo
"neonato" giovane gruppo teatrale si sia dato
da fare per promuovere il proprio spettacolo e i risultati
si sono visti. Non per niente sono stati scelti per la produzione
di 2 corti per il Giffoni Film Festival …
Dopo i ringraziamenti di rito una voce
fuori campo (è quella sempre emozionata di Braga
Elena, la regista e non solo ….) introduce le vicende
ricche di equivoci e colpi di scena che da li a poco andremo
a "vivere".
SIPARIO …
Il primo atto si apre in città dove
ci vengono presentati Algernon Moncrieff (Andrea Canella)
e Ernest Worthing (Guido Macchiaverna), due amici di vecchia
data. Il primo abita in città ed il secondo in campagna,
ma sovente si incontrano. Entrambi, infatti, vivono una
"vita segreta": Algernon finge di avere un vecchio
amico malato di nome Bunbury in campagna, mentre Ernest,
il cui vero nome invece è Jack, finge di avere un
fratello scapestrato dal nome Ernest, nome con cui appunto
si presenta in città. Questo espediente permette
loro di assentarsi dalle rispettive case e famiglie quando
meglio credono. Jack ama Gwendolen Fairfax (Francesca Martelli),
cugina di Algernon, e vorrebbe sposarla. La donna ricambia
il sentimento, ma nasce un problema: Gwendolen sposerà
solo un uomo chiamato Ernest perché quel nome, dice,
le "procura delle vibrazioni", ha un suono che
scalda il cuore a sentirlo. Jack, presentatosi a lei come
Ernest quindi cerca di convincere la donna che altri nomi
sono più attraenti di Ernest come ad esempio il suo
vero nome ossia Jack ma, al sentire quest'affermazione,
Gwendolen devia deridendo ciò che Ernest sostiene.
Inoltre la madre di Gwendolen, Lady Bracknell (Alessia Cevaloni),
dopo un colloquio con lo spasimante che assume i tratti
di un interrogatorio poliziesco, diviene molto scioccata
dal fatto che Jack sia orfano e pone un divieto al fidanzamento.
La storia si complica nel secondo atto
in cui lo scenario si sposta in campagna quando, con un
sotterfugio, Algernon si presenta alla casa di campagna
di Jack, e si spaccia per Ernest, il fratello scapestrato
di questi. Conosce e si innamora di Cecily Cardew (Monica
Ghedini), la pupilla di Jack, la quale quindi è convinta
di amare, anche lei, un uomo di nome Ernest. Gwendolen ancora
invaghita e vogliosa di fidanzarsi con Ernest raggiunge
anche lei la dimora di campagna di Jack scoprendo assieme
a Cecily il fatto che nè Algernon nè Jack
in realtà si chiamano Ernest dando vita a delle divertenti
gag dei due uomini intenti a riconquistare il cuore delle
donne amate che, ormai offese si ritirano nella villa indignate
e deluse dalle menzogne degli uomini.
Il terzo atto prevede l'arrivo di Lady
Bracknell alla dimora di campagna di Jack dove intima a
Gwendolen di tornare a casa, nel frattempo trova il nipote
Algy (Algernon) che le comunica la sua intenzione di sposare
Cecily, in un primo momento nega l'autorizzazione ma scoperto
da Jack che la sua pupilla possiede un ingente rendita muta
la sua opinione sulle nozze. Jack tuttavia si oppone poiché
Lady Bracknell si ostina a non voler concedere la mano di
Gwendolen a Jack.
Dopo alcune battute si scopre che Jack in realtà
è fratello di Algernon che grazie alla poca accortezza
di Miss. Prism (Alessia Marzocchi) una educatrice che curava
la famiglia Moncrieff, era stato abbandonato in una borsa
in una stazione. Scoperta la parentela Lady Bracknell autorizza
le nozze. Rimane ancora la diatriba sul nome: Jack, non
essendo mai stato a conoscenza delle sue origini, ha un
nome che non è il suo. Così, dato che Lady
Bracknell dice essergli stato dato il nome del suo defunto
padre (un generale dell'esercito) ma né lei né
Algy ricordano quale fosse, Jack va a scartabellare sugli
elenchi militari e scopre che il nome di suo padre, e quindi
anche il suo, è effettivamente Ernest.
Tra il cast da non dimenticare il Reverendo
Chasuble (Matteo Rubbini) e "i maggiordomi" interpretati
da Francesco Guida.
Nessuno dei due uomini è veramente
"earnest" (onesto), né "Ernest"
(in inglese le due parole si pronunciano allo stesso modo).
Wilde con questo espediente mette in luce tutta quella cura
dell'apparenza e della forma dell'alta società vittoriana.
La valutazione di "attori non professionisti"
è senza dubbio difficile e dispensare degli ottimi
a tutti sarebbe poco credibile e tanto più illusorio.
Sicuramente tutti hanno superato sufficientemente
"l'esame", ma a mio modesto parere la "bisbetica
zia" Lady Bracknell (Alessia Cevolani) e la "svampitella"
Cecily (Monica Ghedini) hanno dato quel quid in più
sia dal punto di vista dialettico che espressivo.
Buona anche l'interpretazione della "indecisa"
Gwendalen (Francesca Martelli) e della sbadata Miss. Prism
(Alessia Marzocchi).
Sicuramente un futuro da "cameriere" per Francesco
Guida che ha interpretato da perfetto "maggiordomo
inglese" i 2 ruoli a lui assegnati.
Carine anche un paio di battute con intercalare "bergamasco"
e "bolognese" (logicamente casuali) dei due "scapestrati"
Jack (Guido Macchiaverna) e Algernon (Andrea Canella). Il
Reverendo nelle commedie inglesi raramente manca e anche
qui, interpretato da Matteo Rubbini ha fatto il suo dovere.
Chi manca ??
Sicuramente la regista, che ha ben lavorato per la riuscita
della rappresentazione e che a dire il vero come "gobbo"
non ha avuto molto da fare, segno che i ragazzi hanno ben
lavorato.
Come tutti gli spettacoli che si rispettano
"dietro le quinte" ci sono altre persone che pur
rimanendo nell'ombra danno il loro valido apporto, tra loro
ricordiamo:
- Scenografie e trucco: Cacciari Francesca;
- Realizzazione locandina e trucco: Pancaldi Giulia;
- Luci e aiuto allestimento: Campisi Luca;
- Cercacose: Annalisa Gozza;
- Foto e sito internet: Zavaroni Mattia.
" La Prima " è andata....
di M.Z.
Alle ore 20:40 le prime file erano già occupate
da amici e parenti, ansiosi di vedere questa rappresentazione,
ma come da tradizione (ed è così per ogni
spettacolo che si rispetti) il sipario si è aperto
con 7 minuti di ritardo.
E lo spettacolo ha inizio.....
Una voce di sottofondo fà una introduzione alla
rappresentazione, e ringrazia tutti quelli che hanno reso
possibile l'evento. La prima cosa che balza all'occhio
sono le scenografie, ben realizzate, e l'arredamento,
in perfetto stile ottocentesco. La rapprsentazione è
un susseguirsi fitto di battute, non senza qualche interpretazione
ironica, che fà sorridere il pubblico presente,
che nel mentre ha riempito il teatro. E in men che non
si dica il sipario si chiude, per indicare la fine del
primo dei tre atti previsti. Dietro le quinte, si sentono
rumori, questo fà presagire un cambio della scenografia,
ed infatti alla riapertura, la scena è ambientata
all'aperto, in un giardino, fiorito e ben curato. Anche
in questo secondo atto, il pubblico apprezza nuovamente
l'intepretazione dei protagonisti, applaudendo le scene
migliori. Ed infine, il terzo atto, con la stessa scenografia
del secondo, molto intenso e ricco di colpi di scena (non
posso raccontare di più per non rovinarvi la sorpresa).
Il sipario si chiude, decretando la fine dello spettacolo.
Il pubblico intrattenuto per un ora e mezza, ringrazia
per la stupenda realizzazione a cui ha assistito, con
un applauso, durato quasi due minuti. La solita voce di
sottofondo presenta uno ad uno i protagonisti, che salgono
sul palco per prendersi i meritatissimi applausi. E per
finire, un mazzo di fiori viene consegnato alla regista,
come segno di gratitudine da parte degli " attori
" .
Non appena finita la rappresentazione, sono arrivate
le prime richieste..... per replicare lo spettacolo !!!
CHE NON SIA L'INIZIO DI UNA TOURNEE ??